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ANTOLOGIA CRITICA

 

1954 - GALLERIA “LA FONTANELLA”  di Virgilio Guzzi

«Egli è giovanissimo, ma le sue libere maniere ce lo farebbero credere artista maturo nel pieno possesso dei mezzi. Ma ciò che importa è la libertà (che poi è energia di sentire, ricchezza di ispirazione) con la quale il giovanissimo artista si esprime. Nulla di accademico è in lui. Avverti l’ansia di rappresentare una realtà psicologica di timbro drammatico. Egli non è un purista, un elegante decoratore, uno spirito acquietato e mimetico»

Citato da G. Falcidia nella Monografia Minima de “Il Taccuino delle Arti” supp. al n° 8 luglio 1956 

1954 - GALLERIA “LA FONTANELLA”  di Giorgio Falcidia

(…) Egli è un artista autentico che senza indugiarsi nelle raffinate soluzioni di un elegante e sensibile decorativismo, affronta direttamente (…) l’unico problema dell’operazione artistica: la creazione cioè di uno stile compiutamente espressivo del proprio mondo interiore, di un linguaggio individuato e riconoscibile pur senza scadere nella formula o nella maniera (…).

1957 - ENZO PETRILLO ALLA SALETTA di Giorgio Falcidia

(…) E se la grande «Figura» ad olio - I° premio Mostra Nazionale di Cesenatico 1955 – ci presenta un impianto più risentitamente cubisteggiante è pur vero che l’impasto cromatico vi è già fitto e tormentato, in una stesura elaboratissima, ricca di fremiti e di trapassi luministici, tutta strappi ed ingorghi improvvisi.(…)

1958 - L’ATTICO di Lorenza Trucchi

(…)..chiunque sia veramente in buona fede e sgombero da preconcetti intellettuali ed estetici dovrà ammettere di trovarsi di fronte ad un vero “talento” (…) Le semi astrazioni di Enzo Petrillo, nature morte, ritratti, paesaggi dai contorni incerti, corrosi, macerati da una materia pericolosamente duttile e raffinata hanno origine da una realtà sentimentale, estremo prodotto della scuola romana (…)

Egli seguita a fare il suo sensibilissimo inventario sentimentale degli oggetti, sottoponendo la realtà ad ogni sorta di macerazione emotiva (…)..il colore ha un suo canto alto e bellissimo (…)

1959 - IL SECOLO D’ITALIA – ENZO PETRILLO PITTORE COSMICO di Paolo Emilio Puccioni

(...) Attraverso questo complesso di opere, che rappresentano più o meno in sintesi l’attività di Enzo Petrillo, si rileva che egli ha avuto contatti prima con il cubismo poi con l’astrattismo e che oggi si sta indirizzando verso nuove forme, le quali, pur rimanendo non figurative, sono dirette verso una realtà che si potrebbe definire cosmica (…)

1975 - QUASAR ASCENSIONALE E DIAGONALE di Vito Apuleo

(…) Angelo o demone, o contemporaneo nei tempi operativi, questo uomo-simbolo si propone come punto di riferimento, quasi a riesaminare il concetto di un uomo inteso come misura dell’universo.(…) La soluzione, Petrillo la cerca, paradossalmente, attraverso il frammento. Un frammento sul quale si accanisce, sul quale sperimenta l’interezza delle possibilità operative, per poi frantumarlo, una volta pervenuto al centro, al cuore di queste possibilità (…)  

 

                                                                                

 

Cosmogenesi

 

(…)  Nel mio Quasar a S. Egidio infatti intorno al personaggio-simbolo ruotavano gli elementi pluralistici che lo compongono e se ne avvertiva l’ansia di rappresentare una realtà psicologica di timbro drammatico ora esistenziale, ora allegorico, d’evocare attraverso uno spazio animato ed avvolgente un meccanismo in movimento: un complesso di colori, luci, forme in procinto di mutarsi in cosmos e ciò fatto di sprazzi, parvenze e strappi, di pure note poetiche in contrasto, di romantici aneliti, il tutto però intimamente strutturato e sperimentante con sottigliezza la propria materia. (...)  

da: LA CONDIZIONE A ROMA DI V.O.M. PETRILLO  

 

 

1984  - LA CONDIZIONE A ROMA  di V.O.M. Petrillo

Tutto il fare dell’uomo, non soltanto il fare per le sue esigenze primarie, quanto il produrre sculture, pittura, architettura, musica e scienze, oltre ad essere un’esigenza fisiologica, è anche un modo di lasciare una traccia di se, (… )

Certo l’informatica e la tecnologia, il laser, il satellite e oltre hanno creato un rapporto differente della conoscenza ed il sentire della possibilità di atemporalità che nella mente degli artisti e pensatori è stata praticamente, pur nel loro inconscio sempre presente.

Nel mio lavoro i richiami al fastoso, intenso e drammatico barocco,(…) vanno intesi non tanto come un fatto di eleganza ma quasi come la scelte dei materiali degli artisti pop e dada o , dopo occhiate ai fatti più autentici di  una sensibilità mediterranea, da cui chi si ponga la questione della creatività non può non prescindere senza ricadere nelle spirali di un troppo facile post-modern. La disintegrazione, quantunque a volte a carattere d’analisi, presentava tutte le facce del prisma di cui è composto l’uomo, ugualmente illuminate ma separate e proiettate, però, come i pianeti nello spazio, nella tragedia di un continuo allontanamento l’una dall’altra e dispersione. 

Il mio operare tenta di ricostruirlo globalmente non più contentandosi della circoscritta obbligatorietà di un personaggio fisico, ma concludendo in una più vasta interezza l’avventura di una certa condizione del momento (… )

2000 - VINCENZO OTTONE MARIA PETRILLO/OPERE presentazione di Alessandro Masi

(...) c’è sempre stato qualche piccolissimo particolare nello stile, nella forma o nel disegno capace di farmi riconoscere quali quadri o quali sculture appartenessero allo stesso artista. Osservando le opere di Petrillo, invece, ho fatto molta fatica ad individuare quel particolare e mi sono detto che forse la caratteristica dell’artista era proprio questa: ogni opera è speciale. Infatti mentre alcune raffigurazioni lasciano ampio spazio all’astrazione, e quindi stimolano notevolmente la fantasia creativa dello sguardo, altre sembrano più basate sulla concretezza con forme ben precise e difficili da allontanare dalle forme altrettanto precise e concrete, della realtà.

 

2006 - PETRILLO  a cura di Alberto Franco

(...) Tutti gli esponenti dell'arte contemporanea da Burri a Guttuso, da Balla a Treccani si sono conosciuti, avvicinati, inseguiti, respinti, in un ambiente ricco di studi, gallerie, circoli, dove si intrecciavano pareri e sentenze delle più disparate, ma dove, finalmente si parlava di arte.

Petrillo è pittore di razza, vero rappresentante di primo piano di questo mondo variopinto e curioso.

Per lui l'arte è ricerca, ricerca allo stato puro, a volte fine a se stessa, sperimentazione continua, incessante.

E' partecipazione attiva alla realtà che lo avvolge, talora trasportandolo lontano. (...)

 

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